Appello alla Campania
Cor Mezz 25.09.07
24 Set 2007
Appello alla Campania: saremo i primi
Quello che qui rivolgo, all’avvio di questa inedita campagna elettorale, è un appello. Alla Campania che vuole vincere. Senza alcun tentennamento nell’uso di questa parola. Vincere, per la mia tradizione politica, per l’idea che ho di partito democratico, significa sempre vincere collettivamente.
Un appello alle intelligenze della Campania, perché scelgano di stare dalla parte del coraggio e dell’innovazione. Alla classe imprenditoriale e produttiva, in cui riponiamo le ragioni ottimiste di competitività, che decida definitivamente da che parte stare, tra etica, sicurezza e responsabilità sociale ed ambientale e connivenza, comoda e interessata, con modi e codici oscuri, che crea interstizi pericolosi, dove capita, ad esempio, che qualcuno possa usare l’arroganza del definirsi “giovane imprenditore” per continuare a ripetere la favoletta sconcia che “la camorra non esiste”.
Un appello ai giovani, perché si sentano protagonisti di quel futuro che si vedono scippato. Perché scelgano di stare dalla parte dell’impegno, senza delegare sempre a qualcun altro. Perché scelgano la competizione leale, il dialogo, il rispetto delle regole. E perché credano in se stessi, e non ascoltino le sirene della prepotenza e delle scorciatoie che fanno sentire potenti senza essere forti.
Alle famiglie, consolidate o nuove, che fanno ricca e viva
la Campania. Un appello perché non si rassegnino alle cose così come stanno, perché pretendano ciò che la politica non dà. Perché siano forti nel trasmettere valori e nel dare coraggio ai propri figli.
Un appello alla nuova classe creativa, ai professionisti, ai ricercatori, alla gente di cultura. Perché diano forme affascinanti ad una nuova idea di futuro, perché ci spieghino come stanno le cose; perché resistano, con noi; perché ci dimostrino, e glielo dovremo permettere, che la competenza e la genialità campana sono uno stereotipo vero e vincente.
Agli insegnanti e ai professori, dagli asili alle università, perché ricordino che il loro mestiere non è il diligente svolgimento di un compitino, ma il lavoro più bello che c’è: aiutare le generazioni a crescere, collegarle con sottili fili etici, accompagnare la scoperta degli altri e del mondo. Perché rivendichino, accettino ed insegnino il merito, la responsabilità, il rispetto.
Un appello, ancora, a chi si sente primo e a tutti quelli che si sentono ultimi, perché sappiano che i problemi sono di tutti, perché si incrocino con rispetto, perché condividano che deve essere possibile, per tutti, avere una vita migliore. E perché nessuno dimentichi la nobiltà della solidarietà, che il welfare rende garanzia, e che vale mille volte di più di qualche euro di tasse.
Un appello, infine, a chi ricopre cariche di rappresentanza, alle istituzioni, alla politica: perché tutto questo sia realizzabile, perché il potere sia esercizio di decisione partecipata, perché, fuori da ogni logica di conservazione, rispondano ai cittadini, solo ai cittadini, nient’altro che ai cittadini. E un appello, ancora, l’ultimo, ai camorristi: cambino vita, perché nessuno nasce con dentro il seme della violenza e dell’arroganza. Si può diventare migliori.
Non ho accettato di candidarmi alla segreteria regionale del Partito Democratico per stare fermo, per stare zitto, per occupare un posto. È una sfida complicata ma che mi entusiasma molto. La interpreto in modo ambizioso, di quell’ambizione che nasce dal rispetto dei (temporanei) competitori e dal contatto con le persone, con i campani.
Dobbiamo cambiare: atteggiamenti, comportamenti, mentalità, cultura. Dobbiamo avere coraggio, infondere speranza. E dobbiamo innovare. Dobbiamo avere l’ambizione, coraggiosa e nuova, di dire: saremo i primi!
1) Scuola e formazione al lavoro, 2) sviluppo e sostenibilità ambientale ed energetica, 3) sostegno alle famiglie e all’infanzia: tre priorità, tre obiettivi sui quali essere i primi. Saremo i primi perché ne abbiamo le potenzialità, saremo i primi se decideremo di farle fruttare. Saremo i primi se il PD campano sarà, davvero, il partito di tutti i democratici, di chi vuole cambiare, di chi è disposto a metterci di proprio. Votate chi vi pare, ma siate sicuri di stare dalla parte giusta. Possiamo essere i primi.
