24/02/2009 Il caso Marcianise e le sconfitte della politica

24 Feb 2009

Così come avvenuto circa un mese fa per le vicende riguardanti l’Amministrazione comunale del capoluogo, dopo i fatti di Marcianise sento di condannare con forza il ricorso allo strumento del tradimento verso il sindaco che si è contribuito ad eleggere. Con l’aggravante, nell’ultimo caso di specie, che solo la determinazione dell’architetto Fecondo aveva, appena trenta giorni fa, portato la Città a veder riconosciute le proprie ragioni e alla restituzione della dignità perduta a seguito della reintegra degli amministratori dopo lo scioglimento per presunte infiltrazioni della criminalità. Ciò rende le dimissioni in massa dei consiglieri e la caduta di questa esperienza amministrativa ancora più intollerabile.      

Ho imparato dagli anni della medicina che finché esistono segni di vita in un paziente c’è la speranza di salvarlo. Ieri, insieme ad altri autorevoli amici impegnati nelle istituzioni, abbiamo cercato fino all’ultimo di capire se si poteva ricondurre alle categorie della politica lo scontro deflagrato all’improvviso all’interno della maggioranza a Marcianise. Siamo rimasti senza risposte e quanto accaduto è eticamente immorale. Un conto è trovare la convenienza di trarre le conclusioni di una esperienza politica, rendendo conto all’opinione pubblica di un eventuale disimpegno, altro è rimanere vittime di una commistione di interessi tra maggioranza e minoranza facendo venir meno l’impegno assunto con gli elettori.      

La mia preoccupazione adesso non è quella di discettare di chi siano le responsabilità del gesto folle ed indifendibile di ieri. Quello che so - e che è sotto gli occhi di tutti - è che la seconda più importante città della provincia amministrata dal centrosinistra tornerà al voto per la determinante volontà dei consiglieri comunali del centrosinistra. Cosa ha di politico tutto questo? Nulla, assolutamente nulla. Ma Marcianise, purtroppo, non è un caso isolato come si è visto in queste settimane anche in Comuni amministrati da coalizioni di segno opposto. Negli enti locali, ormai, sembra in via d’estinzione quell’indispensabile condizione politica che dovrebbe far da sfondo ed alimentare ogni vicenda amministrativa e credo che la eterna transizione del sistema istituzionale del nostro paese, che vede da oltre 20 anni una permanente e quotidiana fibrillazione inconcludente della politica, certamente non aiuta alla costruzione di quella cornice di cui gli amministratori – a qualunque idea politica facciano riferimento – hanno bisogno.      

Io penso che la vicenda di Marcianise debba indurre ad una severa riflessione tutta la classe dirigente di questo territorio, oggi assai incline a mortificarsi con le sue stesse mani. Se nemmeno tutto questo aiuterà a comprendere le ragioni di questa pericolosa quanto dannosa deriva il fallimento sarà travolgente e alla fine non risparmierà nessuno. A prescindere da colori e appartenenze politiche e partitiche.

2 commenti
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  1. Presidente, lei è sempre generoso a offrire prontamente la sua solidarietà. Fa bene, condivido, sia chiaro!Durante questi anni, lei è stato attaccato oltre il consentito,ha subito provocazioni, hanno tentato di sminuire la sua persona umanamente e politicamente,ciò nonostante non ha mai beneficiato di una pubblica solidarietà.Perchè?

  2. Caro Zio Sandro
    capisco il tuo stato d’animo in questo momento, però le tue dimissioni, a mio parere,hanno il sapore di un’arresa da parte tua e per usare un termine pugilistico stai gettando la spugna…è vero che ti stanno bombardando a DESTRA e a manca, ma tieni duro , soprattutto per la gente onesta di questa terra che ti stima e che un politico trasparente come te non sanno dove trovarlo. Concludo nell’augurti un grande in bocca a lupo per l’incarico che ti è stato conferito,segno anche questo della tua personalità cristallina e soprattutto sempre disponbile, anche se quest’ultima virtù ti si è rivolta contro!!!
    Saluti Affettuosissimi Diego Iannucci

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